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Bonanni: riprendere il cammino unitario
"Il cammino per ritrovare l'unità sindacale può iniziare ragionando sul tema della rappresentanza e della democrazia sindacale. Norme già condivise e modificabili se non per un preambolo secondo il quale le organizzazioni hanno pari dignita', responsabilita' e legittimita'". Queste per il Segretario generale della Cisl, Rafffaele Bonanni le basi "per iniziare un percorso unitario e costruire il sindacalismo che serve ad un Paese stremato".
"L'unita' sindacale, definita importante ieri dalla Camusso, - ha detto Bonanni al termine della festa della Cgil, organizzata al Teatro Quirino a Roma per porgere un saluto a Guglielmo Epifani e dare il benvenuto a Susanna Camusso - e' cio che noi auspichiamo da diverso tempo". La Cisl, dal canto suo, mette sul piatto la sua ''proverbiale vocazione a trovare un punto di incontro e di reciproco rispetto. Si tratta di ricordare - ha precisato - che ci sono tre sindacati con la stessa dignità e la stessa forza. Non c'è unità senza pluralismo e rispetto reciproco. Con la neo segretaria, dunque, ci vedremo nei prossimi giorni sia personalmente che in occasioni ufficiali'' - ha annunciato Bonanni - e soprattutto ''vedremo quali saranno i primi passi. Per me e' molto importante - ha ribadito - che siano passi in direzione della discontinuita' rispetto ad alcune delle scelte fatte da Corso Italia". Ed ha aggiunto: "Le donne sono più pragmatiche degli uomini e questo ci aiuterà".
Già ieri Bonanni, nel porgere gli auguri personali e di tutta la Cisl al nuovo Segretario Generale della Cgil, aveva espresso l'auspicio che con la Camusso fosse piu' facile trovare alcuni punti d'intesa: "Spero in un miglioramento dei rapporti tra le grandi centrali confederali - ha detto ieri Bonanni - e che possano evolvere verso un percorso unitario, senza settarismi ed ideologismi, attraverso un confronto rispettoso ed efficace del pluralismo sindacale che rimane una grande ricchezza del nostro paese. Le fratture non sono state mai insanabili nella storia del sindacato - ha tenuto a ricordare - ma occorre capire su cosa ci ricongiungiamo. Non serve fare l'elenco delle cose che non vanno nel Paese, urlare che cosi' non va o essere la fanteria della politica. Il sindacato italiano ha radici profonde e allora bisogna ricongiungerci nel dare una parola di speranza al Paese".
Quanto alle parole della neo segretaria della Cgil, secondo la quale il futuro del paese non puo' essere affidato a questo governo: "'Non sta al sindacato ne' fare ne' cacciare i governi'' ha tenuto a precisare Bonanni. ''Non credo che le organizzazioni sindacali vivano per far cadere i governi - ha aggiunto concludendo di essere lui stesso "dispiaciuto e preoccupato di quello che sta accadendo nel paese''.



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