Il Futuro del Trasporto Pubblico Locale.
Prendendo spunto dalla notizia dell’acquisto dei nuovi autobus ecologici destinati a servire le linee urbane di Forlì e Cesena e dalle dichiarazioni dei protagonisti a cominciare dal Vice- Sindaco di Forlì, Dott. Biserna, vorremmo dire la nostra. Sono state fatte considerazioni che condividiamo appieno ed altre sulle quali abbiamo qualcosa da ridire. Condividiamo senza riserve le ragioni di chi sostiene che va incrementato l’uso del mezzo pubblico per gli spostamenti quotidiani sia urbani che extra – urbani. Dal nostro punto di vista vi sono due argomenti indiscutibili a sostegno di questa tesi:
-l’inquinamento urbano e le conseguenze sulla salute dei nostri concittadini;
-il costo dei carburanti che pesa enormemente sui redditi delle famiglie.
Un trasporto pubblico efficiente e concorrenziale rispetto al mezzo privato potrebbe avere un maggior appeal sui lavoratori ed i cittadini di quanto non ne abbia ora.Ed è qui che iniziano le note dolenti, va bene acquistare nuovi autobus ma è largamente insufficiente.Il vice Sindaco di Forlì ed i dirigenti di ATR guardano in particolare ai lavoratori per risollevare le sorti del trasporto pubblico, che attualmente ricava dalla vendita dei biglietti solo il 30% delle entrate, addirittura il Vice – Sindaco entra direttamente nel merito della contrattazione tra sindacati ed aziende e propone che gli incentivi di produttività siano destinati a quei lavoratori che utilizzeranno l’autobus per recarsi al lavoro. Noi riteniamo che l’obiettivo ovvero il maggior uso del mezzo pubblico, sia troppo serio per rischiare di comprometterlo e quindi prima di avventurarsi in campi altrui, è consigliabile farsi qualche ulteriore domanda sulle ragioni per le quali i nostri concittadini utilizzano scarsamente il mezzo pubblico. Quanto pesano le consuetudini, le abitudini, il bagaglio culturale di ognuno di noi? Queste domande però non bastano, a nostro giudizio vi sono altri elementi da valutare che attengono direttamente all’offerta di trasporto pubblico, determinata innanzitutto dalle attuali linee urbane ed extraurbane. E quindi la domanda è:” per un lavoratore che abita in un determinato e qualsiasi quartiere abitativo della città, esiste una linea urbana efficiente che gli consenta di prendere servizio puntualmente nel suo posto di lavoro situato in un qualsiasi insediamento produttivo industriale od artigianale del territorio e che alla fine del turno lavorativo con la stessa efficienza sia in grado di riportarlo nel suo quartiere?”
Allo stato attuale ci risulta che a quest’ultima domanda non è possibile rispondere positivamente.
Se guardiamo attentamente ai percorsi delle linee urbane attuali sia di Forlì che di Cesena, ci rendiamo conto che sostanzialmente, salvo rari casi, le direttrici sono periferia centro e viceversa quindi assolutamente inidonee a dare una risposta adeguata a chi deve recarsi al lavoro. Non basterà quindi neppure realizzare corsie preferenziali per gli autobus se le linee rimarranno queste. Siccome però siamo convinti che per salvaguardare la salute delle nuove generazioni, la qualità dell’ambiente, ed il reddito dei lavoratori è fondamentale realizzare e sviluppare il Trasporto Pubblico Locale, sollecitiamo gli amministratori pubblici a sedersi con noi al tavolo di concertazione provinciale per approfondire ogni aspetto del problema coinvolgendo anche il sistema di rappresentanza delle imprese, perché ribadiamo l’argomento è troppo importante per il futuro di tutti noi.
Il Segretario Generale
CISL Forlì – Cesena
Antonio Amoroso